Prima di cominciare qualsiasi viaggio, c’e una lista di cose fondamentali che non possiamo dimenticare di portare... di cui parleremo anche nei prossimi post. Oggi vi diciamo solo che c’è un ingrediente del quale proprio non possiamo fare a meno: l’energia positiva che è presente sempre, anche in questa tappa che stiamo per raccontarvi a Fuerteventura.

In questo caso, visti i percors off road, non dobbiamo neanche dimenticare le gomme tassellate, un paio di camere d’aria di scorta e un test drive all’attrezzatura.

Ok ora possiamo partire!

Fuerteventura fa parte delle Canarie ed è situata nell’Oceano Atlantico, al largo della costa africana: quindi questa volta si viaggia in aereo.

In aeroporto arriviamo come al solito almeno due ore prima, perché l’assistenza per persone a mobilità ridotta (PMR) ci aspetta… mettiamola così: godiamo del lusso di essere accompagnati sino a bordo!

Arrivati all’aereo, dopo essere stati trasportati con il minibus dotato di ascensore in grado di arrivare all'altezza della porta dell'aeromobile, ci trasferiamo su una particolare seggiola più stretta con cui ci trasportano al nostro posto. Le nostre carrozze fortunatamente riescono ad entrare nella cappelliera così ad evitare possibili danni nel trasporto bagagli (a volte capitano!).

Voliamo per quattro ore e mezza: sembrano lunghe, ma rilassandosi, passano in fretta. Fuerteventura dall’alto ci colpisce subito per il suo paesaggio vulcanico e apparentemente privo di abitazioni.

Una volta messi i piedi a terra… cioè le ruote… l’isola ci regala paesaggi con una vegetazione rigogliosa di natura subtropicale.

Fuerteventura vive di turismo tutto l’anno grazie a un clima sempre mite. Per muoverci senza alcuna difficoltà, appena atterrati, troviamo una macchina adattata da guidare in modo autonomo: e questo non è così scontato...

Dopo esserci sistemati presso l’hotel Melià, ci rigeneriamo fino a sera. ll giorno seguente decidiamo di andare nell’isola vicina. Arrivati a Lanzarote ci dirigiamo con la nostra macchina sino al paese di Yaiza. Siamo molto curiosi di incontrare Laurentiu, istruttore e pioniere del landsailing adattato. Ci racconta che per anni è stato uno di quei manager sempre in giro per il mondo e che a un certo punto ha scelto di rallentare seguendo questa sua grande passione, sino a trasformarla in un lavoro che non cambierebbe con niente al mondo.

Il landisailing è uno sport che utilizza la vela del windsurf montata su un telaio a tre ruote, si pilota tenendo con una mano una corda che muove la vela e con l’altra tenendo il manubrio per dare la direzione. E’ uno sport da competizione: l’attuale record del mondo è di 202 km orari e noi per un soffio non l’abbiamo battuto...:-D

Ritornati a Fuerteventura andiamo alla scoperta della sua parte più interna e vulcanica. Lungo la strada facciamo tappa all’Oasis Park, unico parco zoologico e botanico dell’isola e il più grande delle Canarie. La cosa che ci colpisce di più è che qui c’è un programma di ricovero e recupero degli animali in difficoltà e che si tutela la biodiversità di tutta l’sola. Ma soprattutto la cosa più divertente è che stringiamo amicizia con i simpatici lemuri che sembrano molto incuriositi dalle nostre carrozze... questa volta ettroniche! Sì, perché l’Oasis Park le mette a disposizione dei visitatori che ne abbiano bisogno e noi ne usufruiamo per girare comodamente!

Tra i luoghi che ci consigliano di visitare, nel sud dell’isola, c’è la scogliera di Ajuy. Qui, visto le strade dalle pendenze impegnative, montiamo la ruota elettrica per salire in cima al Belvedere: il paesaggio è incredibile…

Questo sicuramente è uno di quei casi in cui non avremmo scommesso di farcela da soli e il senso di libertà che proviamo è veramente forte.

A seguire ragiungiamo Costa Calma con l'intenzione di rilassarci in spiaggia, ma veniamo rapiti dal desiderio di voler provare il quad dopo averne visti rombare una fila di ritorno da un escursione. Ci mettiamo alla ricerca di chi li noleggia ed in breve ne troviamo 2 guidabili con comandi a volante. Senza pensarci oltre saliamo in sella, e dopo neanche un paio di km  veniamo fermati dalla Guardia Civil vicino Morro Jable. L'agente forse non si immagina che un carrozzato possa guidare un mezzo come questo...si dimostra molto gentile e, una volta capito che siamo in visita sull’isola, ci indica la strada migliore per proseguire verso Punta Jandia, il punto più a Ovest di Fuerteventura.

Gli sterrati sono molto divertenti, diamo sfogo alla nostra passione per i motori spostandoci da una stradina all’altra senza sapere quale scegliere. Ci guardiamo intorno come due ragazzini a cui è stato appena fatto un regalo inaspettato. Alla fine optiamo per la via che scende fino giù alla costa. Poi, presi dalla foga della competizione, ci buttiamo in una gara nello sterrato.

Torniamo in hotel e esploriamo la lunga e libera Plaja de Sotavento, la splendida spiaggia nella quale da oltre 25 anni in estate, si svolgono i campionati mondiali di kitesurf e windsurf.

Una lunghissima distesa di sabbia dorata che si apre sull’oceano Atlantico color turchese. Grazie al ruotino elettrico montato davanti alla carrozza, dove la sabbia è più compatta, ci muoviamo con abbastanza agilità. Quando si sprofonda impostiamo il cruise control e ci mettiamo anche le braccia. La particolarità di questa spiaggia è il fenomeno dell’alternarsi dell’alta e della bassa marea che trasforma in continuazione il paesaggio di dune circostante.

Prima che la luce del sole non ci illumini più la strada, decidiamo di rientrare in Hotel dove riposarci in vista delle nuove scoperte che ci attendono domani...

L'avventura continua nel prossimo post.

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